Quando il bello all’occhio inganna la mente.

Piccola riflessione fotografica, nata durante una passeggiata lungo i bellissimi sentieri attorno al Lago di Santa Croce.

Ieri, sfruttando una mattinata soleggiata e tiepida, piacevoli segni di una primavera che finalmente si avvicina, ho deciso di fare una rigenerante passeggiata presso il vicino Lago di Santa Croce. Da anni ci vado, in ogni stagione. E molto spesso lungo il sentiero che costeggia la riva a Nord, e che si avventura in una fitta boscaglia, ho notato che alcuni piccoli ruscelli portano verso il lago un’acqua “dalle strane sfumature”. Mi sono sempre domandato quale fosse la causa di questa anomalia, non vedendo a monte nessun tipo di fabbrica che potesse giustificare con rilascio di liquami inquinanti questo evento. Di fatto però… è una visione piuttosto conflittuale, poiché il lago è una specie di oasi naturalistica, in cui d’estate è possibile anche la balneazione, viste le numerose bandiere blu assegnate dall’ARPA Veneto.

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Nell’osservare il fenomeno in questa occasione, però, la mente vi ha trovato un certo fascino. Forme e colori, per quanto inquietanti, se visti fuori contesto, diventano seducenti. L’arancione dominante perfettamente si accordava con l’azzurro del cielo che vibrava vivace riflettendosi sulla superficie dei canali. La mancanza di colori della natura circostante, rendevano questo gioco ancora più marcato. Le sinuose e morbide curve colorate che screziavano l’acqua e gli aloni iridescenti tipici degli idrocarburi che competevano con le tetre e rigide forme degli alberi avvizziti hanno decisamente stuzzicato il mio desiderio di provare a coglierne l’essenza.

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Essenza, tanto affascinante nel suo gioco di colori, quanto spettrale nelle forme e nell’idea della sua natura. Non mi sento fotoreporter, ma il brivido dell’associazione di idee, misto ad un po’ di spirito di Erin Brockovich hanno reso eccitante il provare a raccontare una mini storia… quasi più mentale che reale. Questa piccola sequenza di foto vuole, infatti, essere espressione di un conflitto interno tra lo stupore e l’inquietudine provocati dall’incontro con tale bellezza, svelatasi come un’epifania in un posto che comunque è sempre destinato a generare incanto.

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