I miei 6 consigli per crescere fotograficamente

Sono un po’ di giorni che partecipo ad una viva ed interessante discussione in uno dei pochi gruppi Facebook che seguo. Non nascondo, che in taluni momenti questa discussione è piuttosto snervante, perché non sempre si riesce a comunicare con efficacia il proprio pensiero senza il rischio di essere fraintesi. Tuttavia, la domanda che mi è stata posta e a cui ho cercato di rispondere è stata: Come si cresce fotograficamente?

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Il primo pensiero andrebbe alla tecnica, allo sviluppo di capacità di ripresa uniche, e non posso negare che questa parte della formazione non sia importante. Tuttavia, questa parte la ritengo come i fondamentali in qualsiasi disciplina. Se vuoi giocare a calcio seriamente, prima devi imparare a calciare, a stoppare la palla, a palleggiare, il controllo etc… e poi puoi parlare di tattica, strategia, ruolo e così via.

Per cui dando per scontato che i fondamentali siano una parte acquisita, e che quindi il linguaggio fotografico sia qualcosa di assimilato e con cui abbiamo familiarità, cosa dobbiamo fare per iniziare a crescere e migliorare le nostre fotografie?

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Ecco i miei sei punti:

1) Capire bene te stesso, che significa capire quale sia la tua visione fotografica, perché altrimenti non troverai mai la tua voce… continuerai a fotografare ad istinto (che è un modo carino per dire a casaccio). Un fotografo, o meglio un autore, ha una sua visione e una sua voce ben precisa. Non tutti la trovano, non tutti riescono a svilupparla con un’identità così forte da emergere, e spesso questo è ciò che fa la differenza.

2) Coltivare bene te stesso: più sarai persona di spessore, più questo si rifletterà sulle tue fotografie / storie. Se uno è una persona di cultura, o di sentimenti profondi, o di grande introspezione allora le sue foto saranno colte, profonde e di grande introspezione. Se viviamo una vita superficiale, senza grandi riflessioni, le nostre foto ricalcheranno questo nostro essere, con il rischio di non toccare le corde dell’animo di nessuno. NB: in questo punto c’è da evitare il rischio dell’autocompiacimento. Fare foto che “vi piacciono” non interessa a nessuno, quindi se il vostro obiettivo (come dice la domanda di partenza) è quella di migliorare, di crescere per fare foto sempre più interessanti, questo punto #2 è uno dei più importanti. Leggi molti libri, guarda molti film, leggi i giornali per rimanere informato e per farti un’opinione sul mondo, ascolta trasmissioni radiofoniche in cui ci sia un arricchimento culturale o personale. Tutto serve, e ci si arriva anche seguendo i propri gusti e le proprie passioni.

3) Leggi tante fotografie, leggi e rileggi le stesse fotografie, approfondisci il linguaggio del fotografo, cerca e comprendi la loro visione, ti arricchirai di mattoncini narrativi fotografici, di stimoli, di modalità di esprimere che poi dovrai distillare nella tua visione, non copiare. In letteratura esistono pezzi di narrazione che messi assieme, o rielaborati, o ripensati spesso portano a nuovi interessanti sbocchi di racconto, sia dal punto di vista stilistico che di immagine. In fotografia è uguale, acquisire sempre maggiori capacità di lettura, per poi usarle per capire il pensiero e le strutture fotografiche dei grandi autori, aiuta a sviluppare la propria capacità fotografica. In musica più musica si ascolta e si suona, più l’orecchio e la mente ampliano le possibilità compositive del musicista.

4) Inizia a pensare a storie interessanti: a nessuno interessa leggere una storia già letta, a meno che non abbia uno straordinario nuovo punto di vista. (Questa è la parte più difficile) Storia non sempre è una narrazione, possono essere varie cose… non limitarti, ma sii convincente, non mentire a te stesso… sii il critico più spietato che possa esserci per le tue cose. Quando al cinema ci si propone una nuova versione di un film già visto siamo tutti generalmente poco eccitati. La nuova versione o è davvero straordinaria, oppure rischia un flop. Allo stesso modo, una trama piatta, non avvincente, senza colpi di scena, o senza grande impatto emotivo non porterà né un film, né un romanzo al successo. Per la fotografia funziona alla stessa maniera, quello che vuoi raccontare deve essere avvincente, toccante, nuovo, sorprendente per destare l’interesse del vostro pubblico, per stuzzicarlo, stimolarlo con la tua visione.

5) Dimentica il concetto di “regola” e usa la fotografia come linguaggio. Questo dovrebbe essere il primo punto. Se non conosci bene le infinite possibilità del linguaggio visivo e fotografico, come fai a raccontare con maestria usandolo. Poeti, scrittori, saggisti, giornalisti, prima hanno tutti grandi competenze linguistiche e retoriche e poi scrivono i loro pezzi… o per lo meno dovrebbero. La fotografia è un linguaggio affascinante, forse assieme alla musica uno dei più immediati, toccanti, complessi ma allo stesso tempo incredibilmente stimolanti da usare. Ci sono così tante sfaccettature, ed ognuna di esse può cambiare anche radicalmente quello che stiamo facendo, che le possibilità narrative sono davvero infinite e suggestive. Averne massima competenza sapendo come usare questa competenza per toccare nel profondo le persone, è vincente!

6) Trova un bravo maestro, di cui ti fidi, che abbia conclamata competenza, fatto cose importanti e sia autorevole, e confrontati con lui. Tutti abbiamo bisogno di una guida.

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Inutile dire, che allo studio poi si deve passare alla pratica, ma è inutile fare pratica senza un adeguato confronto e una verifica seria del proprio lavoro. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!