La festa della Bruna nelle sue varie fasi vista dagli studenti che, eroicamente, mi hanno seguito in questa tanto estenuante quanto esaltante ventiquattr’ore di delirio, devozione e fotografia. 

Quando ho intrapreso l’avventura di questo workshop di narrazione fotografica non pensavo che sarebbe stato così sfidante, ma allo stesso tempo così emotivamente intenso. Tutto partì da un’idea dell’amica Matilde Cicchelli che lavora per Fujifilm Italia, che mi disse “Se ti piace Matera, devi assolutamente fotografare la Festa della Bruna”… e così, visto anche il mio legame con Fuji, ho deciso assieme a loro di trasformare questo suggerimento in una bellissima avventura anche per alcuni miei studenti.

Ed eccoli; otto impavidi, arrivati da diverse parti d’Italia, pronti ad affrontare ciò che non avremmo mai immaginato essere così come è stato. Accompagnati dall’esperienza del buon Antonio Sansone, ci siamo immersi per praticamente ventiquattro ore ininterrotte in una maratona di devozione che ci ha trascinato e riempito di adrenalina fino alla fine.

Ne è uscito un lavoro per certi aspetti eterogeneo, ma allo stesso tempo che racconta tutti (o quasi) gli eventi della Festa con punti di vista personali, originali, stupiti e divertiti.

Sei mesi dopo quel fatidico 2 luglio, ecco che pubblico qui una selezione dell’ottimo lavoro di: Gigi, Andrea, Piero, Daniela, Caterina, Cristina, Claudia e Caterina. Ho provato a vedere la festa attraverso il loro sguardo, capire i loro occhi dove si posavano e ho cercato di dare alla storia, se pure nell’alternanza delle loro voci, coerenza e coinvolgimento.


 

Delirio e Devozione

Ancora prima che sorga il sole, Confraternite e pastori si ritrovano in cattedrale per preparare la Madonna e accompagnarla fino al sagrato di San Francesco D’Assisi, dove si tiene la prima messa solenne della giornata.

 

 

Alla fine della messa, parte la processione dei pastori, che si snoda tra città  alta e Sassi, fino al grande scoppio di petardi sul sagrato di San Pietro Caveoso.
Nel frattempo, si prepara il Generale dei cavalieri e la loro parata, che sarà  un specie di filo conduttore di tutta la Festa.
In tarda mattinata Matera si raccoglie tutta in cattedrale, per assistere alla funzione religiosa delle autorità , che poi porterà  all’uscita della statua della Madonna e del Bambin Gesù che poi saranno messi all’interno del carro. Alla fine della Messa la madonna in Carrozza e il bambin Gesù portato dall’Arcivescovo in processione raggiungono il quartiere del Piccianello, dove appunto il carro viene costruito e rimane in attesa fino ad ora.
Nel primo pomeriggio, le due statue prendono posto sul carro. E, successivamente, il carro viene portato fuori dalla sua fabbrica, e esposto nella piazza del Piccianello, fino a quando gli vengono attaccati i muli, e l’auriga lo guiderà nella processione.
L’apice della festa è negli avvenimenti alla fine della processione del carro. Dopo la sfilata dei cavalieri, nella piazza illuminata da luminarie fantasmagoriche, viene accolto il carro che al suo primo passaggio viene salutato con tifo da stadio. La folla è in delirio, ma il carro non si ferma, perché prosegue il suo cammino verso il piazzale della Cattedrale, dove compirà  3 giri rituali, e dove, una volta spogliato degli elementi preziosi, restituirà  le statue della Madonna e del Bambin Gesù alla loro dimora.
A questo punto, il carro è pronto per il suo ultimo viaggio, verso la piazza, dove la folla degli assaltatori lo smembrerà a pezzi, ognuno dei quali, prezioso trofeo, sarà simbolo di buon auspicio per l’anno a venire. La festa si chiude con l’usuale spettacolo pirotecnico.

In collaborazione con Fujifilm Italia


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