La Processione di San Gennaro a Napoli, la Vogalonga a Venezia e il Solstizio d'Estate a Stonehenge, sono alcuni degli scenari in cui ho messo alla prova la mia capacità di fotografare con un telefonino. 

In questi ultimi mesi mi sono ritrovato per lavoro a dover trascurare un po’ le mie fedeli X-T2 e X-E3 e a scattare alcuni eventi con uno smartphone, in particolare il Nokia 8 Sirocco. Molti di voi che mi seguono sui social avranno visto alcune di queste foto su Facebook e su Instagram.

Al di là del risultato, che giudicherete voi guardano poi la gallery che vi propongo con questo post, le diverse situazioni hanno generato in me alcune riflessioni sulla fotografia e sul mezzo con cui la facciamo.

Stonehenge, Solstizio D'Estate - Nokia 8 Sirocco

Stonehenge, Solstizio D'Estate - Nokia 8 Sirocco



E’ recente l’articolo di Rolling Stone Italia (www.rollingstone.it) in cui Sebastiao Salgado in qualche maniera demonizza l’uso del telefono per fare Fotografia.

“Oggi ognuno ha a disposizione una macchina fotografica nel proprio telefonino e ogni giorno vengono scattate miliardi di fotografie. È un bene o un male? Non è né negativo, né positivo, semplicemente non c’entra niente con la fotografia. Quello che viene fatto con questi dispositivi è una cosa completamente diversa, usiamo la tecnologia per trasformare le immagini in un linguaggio. La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria. La fotografia è quella cosa che i tuoi genitori ti hanno fatto quando eri bambino e hanno messo in un album, che magari si sfoglia insieme molti anni dopo e che raccontano la tua storia. Quella fotografia sarà magari un po’ rovinata, un po’ spiegazzata, ma ci sarà ancora quando i tuoi genitori non ci saranno più e la potrai conservare. Tutti fanno fotografie, è vero, ma sono solo un linguaggio della comunicazione. Oggi possiamo dire che forse i veri fotografi sono meno di quelli che esistevano 30 anni fa.”

Pur rispettando l’immenso valore di Salgado, le sue parole mi hanno subito lasciato perplesso. Capitate nel momento in cui mi sono ritrovato con il lavoro per Nokia, è stato un po’ come dover affrontare una complicatissima sfida. Sono fermamente convinto che non sia il mezzo che fa la fotografia, ma chi sta mettendo il proprio occhio, cuore e mente per citare un altro grande maestro. E quindi, il continuo risuonare nella mia mente di quanto detto dal fotografo brasiliano avendo il Nokia 8 in mano è stato decisamente stimolante. Perché da una parte volevo capire bene il motivo della mia perplessità, dall’altra volevo invece dimostrare, più a me stesso che ad altri, che anche il telefono poteva essere uno “strumento di lavoro”.

Napoli, Processione di San Gennaro - Nokia 8 Sirocco

Napoli, Processione di San Gennaro - Nokia 8 Sirocco



In un mondo in cui la gara alla “ferramenta” più potente, più performante, con più megapixel o con il sensore più grande infervora gli animi, pensare di scattare eventi come la Processione di San Gennaro a Napoli, o la Vogalonga a Venezia, o il Solstizio d’Estate a Stonehenge con uno smartphone diventava, quindi, un’operazione dal valore molteplice. Da una parte, perché avendo in testa il lavoro di Benjamin Lowy, sapevo che qualcosa di buono si poteva fare, dall’altra perché volevo evitare di cadere nella banalità delle solite foto “cattura like da telefonino”, o da Instagram. Infine, perchè avrei dovuto usare un mezzo così poco “professionale” per svolgere invece un lavoro da professionista.

La sensazione inizialmente è di disagio, soprattutto per chi come me ragiona, ogni volta che scatta, come se avesse una fotocamera in mano. Tempi, diaframmi, autofocus, lunghezza focale, profondità di campo… nella fotocamera sai benissimo come gestire tutto. Ogni cosa è a portata di dito o quasi, diminuendo molto il tuo tempo di reazione. Con il telefono al contrario, e inaspettatamente, non tutto è a portata di controllo. Volere il controllo significa anche avere bisogno di tempo… nelle situazioni più concitate infatti, ho deciso di andare con la modalità automatica, gestendo fuoco e compensazione di esposizione direttamente a touch. In altre situazioni, tipo nella notte del Solstizio a Stonehenge invece la modalità pro del Nokia 8 mi ha aiutato nelle lunghe esposizioni.

Venezia, Vogalonga  - Nokia 8 Sirocco

Venezia, Vogalonga - Nokia 8 Sirocco



Alla fine, è stato un percorso formativo personale. Nuove consapevolezze sulla fotografia, nuovi modi di superare i miei limiti e soprattutto rinnovata disciplina mentale.

Già, disciplina, una di quelle parole che spaventa, ma che proprio per questo, spesso demonizzata e caricata di significati negativi, diventa invece molto importante.

In generale, dovevo pensare per e con il mezzo che avevo, quindi: due focali fisse (24mm e 50mm, velocissimo il passaggio da una all’altra), messa a fuoco con tap sullo schermo, capire la luce di conseguenza la compensazione.

Durante la Processione la sfida è stata tutta sulla velocità. Messa a fuoco e scatto con uno smartphone in una situazione concitata come quella, non sono state semplici. Dovevo pensare in anticipo e capire come anticipare anche la messa a fuoco. In questo frangente, la funzione di messa a fuoco manuale del Nokia è stata utilissima.

Durante la Vogalonga la sfida è stata invece sulla composizione, sul fatto che da una barca il punto di vista e la possibilità di muoversi sono limitate. Se si aggiunge a questo il fatto che ero con lunghezze focali fisse 24 e 50 mm, ecco che la necessità di concentrazione e di disciplina mentale rispetto al mezzo, per ottenere risultati, diventa fondamentale.

Infine, a Stonehenge, durante la notte del solstizio una somma di tutte le cose sopra, con l’aggiunta la necessità di fare esposizioni lunghe.

Napoli, Processione di San Gennaro - Nokia 8 Sirocco

Napoli, Processione di San Gennaro - Nokia 8 Sirocco



Mi sono divertito? Sì E’ stata dura? Sì Il Nokia 8 Sirocco ha svolto bene il suo compito? Sì Può uno smartphone in qualche maniera essere una fotocamera? Sì Ci si può fare fotografia? Secondo me, sì Lo smartphone le fa sempre “giuste”? Anche no, se dietro non c’è un “fotografo”, nemmeno uno smartphone riesce a fare foto buone.

Ah… dimenticavo, con la capacità di megapixel che hanno i nuovi sensori dei telefoni anche stampe di una certa importanza non sono più impossibili. Il Nokia 8 Sirocco ha 12Mp con ottiche Zeiss: una garanzia.

Ah… dimenticavo… alla fine, se non si era capito, è stata una splendida sfida, e non una scorciatoia.

NB: Ringrazio Mario Laporta per avermi accompagnato durante la Processione di San Gennaro, e Daniela Costantini per avermi ospitato sulla quattordesona durante la Vogalonga.