La differenza di quando si scatta per hobby e di quando invece si scatta da professionisti pagati, è che di fronte ad un “compito” complicato, bisogna uscirne bene… anche se è la prima volta che si affronta un certo tipo di scatto… e ogni problema possibile (Murphy non sbaglia mai) ci si propone, alla fine della giornata, bisogna aver portato a casa lo scatto che il cliente voleva… no matter what.

Marco Polo - Immagine finale composita.

Marco Polo – Immagine finale composita.

Quando mi chiesero di fare questi scatti, sapevo che non sarebbero stati un compito semplice, per vari motivi.

Innanzitutto, perchè era la prima volta che per un catalogo di arte facevo foto ad opere d’arte.

Poi, perchè sapevo che erano tele ad olio, e che quindi avrebbero riflesso ogni tipo di luce che avrei usato.

Terzo, perchè erano opere antiche, le cui irregolarità della superficie mi avrebbero fatto impazzire.

Infine, perchè essendo il catalogo importante, avrei dovuto fare un lavoro, se non impeccabile, almeno sopra la media… e quindi avrei dovuto superarmi.

Ora per fotografare un opera d’arte la cosa migliore, specialmente se si tratta di un quadro, e per di più ad olio sarebbe trovare un luogo con una luce diffusa super regolare… sufficientemente intensa e senza nelle vicinanze superfici che riflettono o luci dirette… praticamente un luogo inesistente… ma come mi ero immaginato lo scatto prima di arrivare in location… era così… all’aperto, all’ombra…

Fatto sta, che trovata l’ombra… capisco che ogni cosa che avevo intorno che rifletteva dai muri delle case, ai muretti di recinzione… creavano riflessi diversi sull’olio lucido… rendendo impossibile lo scatto. Avrei voluto avere un’immenso cubelite Lastolite… in modo da avere una situazione neutra ed omogenea… ma non l’avevo, e l’ipotesi luce diffusa… la dovevo scartare. Cocciuto ho fatto qualche prova… diciamo svariate prove… ma i quadri erano 10, il tempo poco, e il restauratore… iniziava a spazientirsi…. quindi… meglio cambiare strategia.

Set con la 5D MKIII su Manfrotto 055CXPRO4 + 804RC2 e i due soft box in posizione

Set con la 5D MKIII su Manfrotto 055CXPRO4 + 804RC2 e i due soft box in posizione

Adotto il secondo metodo classico: 2 “bank” laterali perpendicolari all’opera uno di fronte all’altro… quindi, 2 stativi luce, fedelissimi stacker stand Manfrotto, i miei due Flash 580 e 430 Canon, e due splendidi softbox Lastolite (ovvio avessi avuto due strip sarebbe stato meglio, ma questi avevo).. preparo il set… e via! La tela risulta fantastica… peccato che la cornice d’oro, su cui i flash sparano a tutta forza… si bruci immancabilmente.

Messa a fuoco manuale e controllo dell'orizzonte virtuale sulla 5D MKIII

Messa a fuoco manuale e controllo dell’orizzonte virtuale sulla 5D MKIII

Mi trovo costretto quindi a fare doppio scatto, uno con flash per la tela, uno senza flash per la cornice, lasciando alla post produzione poi il compito di matchare il bilanciamento del bianco dei due scatti… e quindi poi di combinarli in una foto che abbia senso…

Prezioso telecomando Canon TC-80N3 (si elimina ogni vibrazione allo scatto)

Prezioso telecomando Canon TC-80N3 (si elimina ogni vibrazione allo scatto)

Trovato il metodo, trovata l’esposizione, trovato il fuoco a mano… perchè per queste cose deve essere perfetta, montato il mio telecomandino per lo scatto… procedo ai 20 scatti, convinto che ogni problema fosse risolto…. e invece… alcuni difetti dell’olio della tela, rendono alcune parti delle tele illeggibili, perchè la luce dei flash laterali li enfatizza… mannaggia!!! e l’ansia sale… Soluzione 1: applico filtro polarizzante… e un buon 30% dei riflessi se ne va… Soluzione 2: in post produzione elimino il grosso e un buon 50% se ne va… il rimanente 20… è parte della documentazione dei danneggiamenti delle tele… Le mie risorse alla fine mi hanno portato a delle soddisfacenti immagini finali… che saranno pubblicate nel catalogo ufficiale dei restauri della Sala degli Uomini Illustri del Caffè Florian.

Che sudata…

Per la mia attrezzatura: Equipaggiamento