Consigli Fotografici: lo still life e la fotografia di bottiglie di vino per chi inizia e vuole partire con il piede giusto.

Quali sono gli elementi narrativi a disposizione della creatività per ottenere una fotografia di bottiglie di vino convincente? Quali sono i suoi elementi comunicativi? Ecco alcuni miei consigli pratici per ottenere buoni risultati in questo genere. Uno dei mondi apparentemente più codificati nell’ambito della fotografia di prodotto e commerciale è quello delle bottiglie di vino. Che le si debba fotografare per un catalogo, per un eCommerce o per un contesto emozionale e fortemente rappresentativo delle caratteristiche del vino contenuto e della cantina che lo produce, la sensazione è che esista sempre uno schema predefinito e immutabile per farlo, in cui resta poco spazio per la creatività comunicativa.

Fotografia Vino

Invece, in parte perché rotonde (quasi sempre) e riflettenti, in parte perché contenitori di un prodotto che ha vita e carattere (tanto che lo si potrebbe umanizzare), il fascino delle bottiglie di vino per me è travolgente. E per questo adoro fotografarle, e sperimentare nuove possibilità nel genere wine photography. Personalmente le trovo oggetti tanto “sexy” quanto complessi, che offrono un incredibile spazio di manovra alla personalizzazione e all’immaginazione. Molti sono i parametri che le caratterizzano e la loro variabilità (praticamente infinita) consegna al fotografo, la possibilità di esprimersi in maniera efficace e molto personale. Infatti, per fare alcuni esempi, le classiche fasce di luce possono variare per numero, dimensione, posizione e intensità. Il liquido può essere visibile o meno. Oppure, si può puntare alla simmetria o all’asimmetria del risultato finale. Attraverso l’uso sapiente di questi parametri, una bottiglia può diventare sensuale, elegante, virile, divertente, robusta o delicata. Sfatiamo, così, il mito per cui la fotografia commercaile sia una noiosa e meccanica applicazione di schemi e codici, che lascia poco al talento espressivo del fotografo. Al contrario, ogni prodotto ha una sua anima, un suo racconto, e sta proprio nella capacità, o meno, prima di riconoscerla e poi di saperla comunicare con il proprio operato, la forza di un bravo interprete e storyteller visuale.

Fotografia di Bottiglie di Vino

Franciacorta Brut, Ca’ Silvestri – L’etichetta piccola e verticale spostata lateralmente ha creato un vuoto che ha guidato la costruzione della luce.

Dall’esperienza accumulata in questi anni, ecco quindi alcuni consigli pratici su come approcciare al meglio la fotografia di bottiglie di vino. Non sono consigli necessariamente tecnici, magari quelli li vedremo in un altro post, ma sono suggerimenti di metodo che personalmente trovo fondamentali. 1) Usate le luci per “disegnare”, ma non per illuminare. Disegnate bordi, rilievi, forme e contenuto. Enfatizzate o evidenziate informazioni, colori e forme. E’ uno dei principi fondamentali della fotografia di prodotto e still life. Attraverso lo stimolo visivo, serve accendere altri sensi nell’osservatore: praticamente una sinestesia intensa. 2) Usate come ambiente, se possibile, una “gabbia” nera, ovvero scattate all’interno di un ambiente più pulito e neutro/nero possibile. Eviterete così riflessi della luce dei flash non voluti, o luci parassite dovute a soffitti o pareti bianche.

Wine Photography

3) Mettetevela via, in uno scatto solo non riuscirete mai (o quasi) a fare una fotografia di bottiglie di vino d’effetto ed efficace. Etichetta e capsula vanno scattate separatamente. 4) La forma della bottiglia è una caratteristica molto spesso che definisce anche l’identità del vino (il Consorzio del Collio ha una sua tipica bottiglia per esempio), quindi il lavoro di luci e ombre che si andrà svolgere, dovrà sempre mirare a sottolineare questa identità. 5) Occhio all’etichetta: colori, rilievi, oro a caldo, serigrafie, verniciature e tipo di carta, spesso sono orgoglio e frutto di pensiero e sforzo creativo importante, quindi vanno messi in risalto, perché probabilmente rappresentano valori del prodotto o dell’azienda. Questo punto è uno dei più critici, perché l’etichetta, spesso trascurata, invece per me diventa una delle guide creative. Nell’ambito dell’analisi del tipo di storia che serve raccontare, do molto rilievo alla personalità, alle forme e ai materiali dell’etichetta, perché mi faranno capire in che direzione dovrò andare dal punto di vista creativo e di impostazioni luci, e quindi di set. 6) E la capsula? La capsula è quell’elemento che copre il tappo. Non di eguale importanza rispetto all’etichetta, ma comunque non trascurabile e va tenuta in considerazione. Ci sono scritte/brand da evidenziare? C’è la gabbietta? C’è sopra il tappo un marchio in rilievo? Di che materiale è fatta? Alle volte evidenziarne le caratteristiche o un dettaglio può fare la differenza.

Fotografia di Bottiglie di Vino

Ca’ Silvestri – Capsula

7) E’ buona pratica, farsi consegnare sempre più di una bottiglia di uno stesso tipo. Perché non sempre le etichette sono incollate bene, o nella posizione “giusta” (per esempio, non sarebbe bello averla a cavallo della giuntura tra le due metà). Perché ci possono essere difetti del vetro, della capsula (molto spesso) o dell’etichetta stessa. 8) Se possibile, farsi consegnare la bottiglia senza l’etichetta posteriore, che può generare ombre, o riflessi fastidiosi. 9) Più il supporto che usate per sostenere la bottiglia nel set è piccolo, più potete lavorare con precisione con le luci. E’ importante avere pieno controllo sui riflessi luminosi dati dal vetro e che disegnano le sinuosità della bottiglia. Più l’appoggio è piccolo, meno avrò la sua superficie riflessa sulla parte inferiore della bottiglia che troncherà i riflessi. Quindi, non sono adatti a questo scopo un tavolo, un tavolino o superfici di grandezze simili. Spesso uso un supporto in plexi trasparente, per ovviare completamente a questo problema. 10) Sempre per minimizzare il riflesso della fotocamera sulla bottiglia, può essere più efficace fotografare da lontani con lente lunga. Attenti, però, alla deformazione e alla profondità di campo.

Fotografia di Bottiglie di Vino

Ca’ Silvestri

Non c’è quindi una ricetta specifica che funzioni sempre, ma solo una serie di ingredienti che vanno dosati e mescolati in maniera diversa a seconda delle situazioni. Tutte le foto sono state realizzate con Fotocamere Fujifilm Serie X e GFX e illuminazione Elincrom fornita da Apromastore.

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