Gennaio 2014, Campo San Barnaba (Venezia) – Fujifilm X100

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E quando manca ispirazione? Quando siamo in un luogo che sembra non offrirci nulla di stimolante?

Che fare? Abbandonare?

Ecco un semplice esercizio che mi ha aiutato a scattare questa foto, a Venezia in Campo San Barnaba.

Campo San Barnaba è uno dei campi che preferisco, non tanto per la sua bellezza, di fatto non ha nulla di particolare; ma piuttosto quanto per la sua ricchezza di situazioni. Si trova al crocevia tra percorsi turistici, e il cammino degli studenti verso Ca’ Foscari, tra lo spostamento di chi dalla Giudecca passa il canale e va verso la stazione e chi degli autoctoni si sposta invece verso le Zattere verso il supermercato Billa o verso un fantastico Gianduiotto da Nico. Insomma, diverse popolazioni si incrociano, e lo rendono un campo particolarmente vivo… Vuoi anche per il mercato della frutta e verdura sulla barca, per i due bar/bacari molto caratteristici l’Osteria ai Pugni e Il Bar Artisti, perché se si entra in Calle Longa San Barnaba ad un certo punto si arriva ad una delle pasticcerie storiche di Venezia la Colussi, questa sua vitalità riaccende anche ricordi del mio passato, e quindi mi rimane caro. Tuttavia, ho sempre trovato complesso fotografarci. Non so perché.. eppure c’è un bellissimo canale, che tra l’altro ha dei bellissimi campanili in prospettiva che ne accentuerebbero la verticalità, ha ben due ponticelli sul canale, ha un negozio di maschere, ha anche una delle basi dei gondolieri, c’è uno splendido sottopassaggio… e a suggellare il tutto la caratteristica vera da pozzo. Insomma sembrerebbe perfetto, eppure… nulla, mai me ne viene qualcosa di interessante, di costruito come vorrei, mai riesco a trovare la “quadra” per una bella storia…

Un giorno di gennaio di quest’anno, ero fuori con gli studenti di uno dei corsi fatti a Venezia, e li porto proprio qui. E la storia si ripete. Allora forte delle mie letture di David duChemin, mi ricordo un suo esercizio, e decido di rendermi studente di me stesso. L’obiettivo è sviluppare la creatività in un luogo che apparentemente non la stimola. L’esercizio è molto semplice… si divide il luogo i mini set, sempre più piccoli, in modo da trovare, non nell’insieme, ma nel dettaglio lo spunto creativo. in un luogo grande come il campo ci si può porre l’obiettivo di trovarne almeno una ventina. Sostanzialmente si seziona, in porzioni sempre più piccole ciò che ci circonda… e si lavora a micro set sempre più piccoli.

Nello svolgimento dell’esercizio, mi avvicino ad uno degli elementi del campo che maggiormente mi ha sempre dato disturbo, una cabina telefonica, di quelle di plexiglass aperte. Arredo urbano moderno, di più o meno dubbio gusto, che in una città come Venezia tende a disturbare. Il primo sforzo mentale che faccio quando incontro questa tipologia di elementi è quello di pensare che invece quello sia un elemento interessante e assolutamente da fotografare… cerco di farmi amici i “nemici”, o di sfruttare in senso positivo/creativo elementi che trovo a primo impatto negativi.

Mi avvicino quindi, la osservo, la studio, la ignoro e poi torno ad osservarla, noto la trasparenza… trasparenza “is guud in fotografy”, penso tra me e me, perché la trasparenza opaca fa sognare, fa vedere e non vedere, lascia spazio all’immaginazione… Allora inizio a pensare a come usarla. E nello stringere il campo ulteriormente ad altro dettaglio, trovo un foro circolare che trapassa i due strati di plexiglass da parte a parte, e mi dà visione di un piccolo angolo del campo… attraverso la sua circolarità. “Fortuna ho la X100 oggi!!!” penso ancora tra me e me… perché posso avvicinarmi molto con l’obiettivo al foro e scoprire che visione del mondo mi dà… ed ecco, aggiusto un po’ l’inquadratura, cerco di tenere i due cerchi concentrici, cerco di dare proporzione armoniosa tra lo spazio in chiaro e quello “opaco”… e attendo, lascio passare persone, scatto, scatto e scatto più volte… devo mettere a fuoco e cogliere i soggetti in uno spazio strettissimo e in un tempo velocissimo… ne faccio 10, 15, 20… forse 30 di foto a diverse persone in diversi atteggiamenti e con diverse combinazioni… compongo con la casualità del mondo… riguardo le foto, riscatto, ecco sì forse qualcuna di interessante ce l’ho e alla fine scelgo questa. Una bella coppia, sono vestiti di nero, staccano bene dallo sfondo, c’è poca altra gente nella foto… ho evitato la confusione… ma ho mantenuto l’idea di crocevia…anche se in inverno, stagione in cui i turisti non affollano il campo, mantenendo anche uno dei miei Bar preferiti sullo sfondo.