Quando il Conservatorio Ospita la Partita di Pallone

Venezia è uno di quei luoghi in cui ancora oggi, la vita si svolge più spesso fuori casa che in casa. E’ un luogo sospeso nel tempo. Un luogo in cui tutto è a misura di uomo. Il fatto di essere città anfibia, ma anche città libera da ogni mezzo di locomozione che non siano i piedi o i natanti che ne percorrono i canali, la rende urbanisticamente e socialmente unica.
Uno dei motivi per cui l’amo, è proprio questo: che ancora oggi è molto frequente trovare ragazzini e bimbi giocare a calcio nei suoi campi (piccole piazze) liberamente. La cosa ancora più affascinante è che in taluni casi le porte di queste “micro sfide” sono colonne, portoni, grondaie o stipiti di preziosissime architetture barocche e rinascimentali.

E’ questo il caso di Palazzo Pisani, uno dei miei edifici preferiti a Venezia, e attualmente sede del Conservatorio Benedetto Marcello. Sta vicino al Ponte dell’Accademia, e attiguo a Campo Santo Stefano. La sua facciata, mirabilmente ideata dal Sansovino, originariamente bianca ora è pittoricamente screziata di nero dall’inesorabilità del tempo… ma proprio questo dettaglio la rende fotograficamente interessante.

Benedetto Marcello

Dettaglio dell’entrata di Palazzo Pisani, oggi Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

In uno dei miei giri estivi della città, mi ritrovo come al solito a portarvi omaggio. Scendo i gradini di legno del Ponte dell’Accademia, mi infilo nella calle, entro in campo Santo Stefano, e volto a destra… il bianco della pietra colpito dal sole mi avvolge… e per un secondo vedo poco. Entro nel campiello, e mentre mi riguardo per l’ennesima volta le statue, le cornici delle finestre, le decorazioni vengo quasi travolto da dei ragazzini che giocano a calcio proprio lì.

Uno porta una maglietta ufficiale, si fa notare, gioca molto bene, a mio modesto parere. Osservo… mi lascio colpire dall’armoniosità dei suoi movimenti. Lo guardo giocare, e spostarsi nel gioco, e inizio a disegnarmi mentalmente la foto che vorrei fare. Come sempre prima di tutto preparo l’inquadratura… prima di tutto studio la luce, disegno con le ombre, controllo sfondo e poi attendo, paziente. Questa volta l’attesa e lunga il caso non mi aiuta… prima di trovare la combinazione giusta di movimento, posizione e luce… ce ne vuole, ma eccolo, arriva lo vedo e scatto.

Il ragazzino sul bordo dell’ombra, lui illuminato, il pallone appena staccatosi dal suo piede, lui ancora in azione, quasi sospeso… proprio quello che volevo. Click.

Calcio a Venezia - Lo Scatto Completo

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