Gli scatti a Valeria Viero, Consulente d’Immagine

Non c’è compito più arduo per chi fotografa, che ritrarre un collega o un esperto di immagine.
E questo mi capita in particolare quando mi ritrovo con maestro Harry. Il desiderio di fargli qualche scatto è sempre intenso, ma poi sarà il suo aspetto così austero, saranno i suoi magici occhi, sarà che la sua levatura professionale tende un po’ ad intimidirmi, mi ritrovo come Davide contro Golia dentro di me a combattere mille pensieri. A non seguire quello che “sento”, ma a pensare cosa piacerebbe a lui che gli facessi, o a come si vede lui… e lì mi perdo. L’esperienza, dicono, è la somma degli errori fatti in passato. E i momenti trascorsi a combattere dentro di me mi hanno spesso portato a farne molti, di errori. Ma da questi bisogna imparare, e fare tesoro di queste preziosissime lezioni.

Harry De Zitter - Il Maestro

Harry De Zitter – Il Maestro

Proprio in questo periodo, mi si è presentata in studio Valeria, consulente d’immagine. Ha bisogno di foto per il suo nuovo sito e per la sua attività.
Ho subito immaginato che sarebbe stato complicato, per me più che altro, perché pensavo che fin dall’inizio lei avrebbe avuto ben chiara in testa la sua immagine e come volesse essere ritratta. Ho quindi preso tempo, e ho deciso di diventare suo cliente, per capire bene come lavora, per “viverla”, e vivere il suo mestiere, e cercare di capirla. Sarebbe stato più semplice osservarla durante il lavoro? Certamente, ma alla fine sarei diventato uno spettatore esterno. E così ho deciso di mettermi in gioco, di fare la mia parte nella “danza del ritratto”. I risultati del suo lavoro li vedrete prossimamente…, intanto invece ecco i quelli del mio.

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Dopo qualche settimana di tempo passato assieme, abbiamo deciso di fare due sessioni di lavoro, una a casa sua dove lei prevalentemente lavora, e una in studio da me. La situazione domestica voleva essere la meno istituzionale, più calda e personale, mentre la parte in studio quella più ortodossa e canonica. Ovviamente anche per Valeria, la frase pre-scatti è: “Non vengo mai bene in foto, sarà un’impresa per te!”
Decido di cogliere la sfida. Valeria non è tesa, ma allo stesso tempo non voglio guidarla troppo, voglio che sia a suo agio, e che non si senta un manichino. Non ho un’idea precisa su cosa farò, ma a casa sua adoro l’effetto che le luci sopra il tavolo del soggiorno fanno mescolandosi con la luce naturale che entra dal terrazzo. Decido di sfruttarlo perché quel tocco delicato di colore, conferisce alla foto un’atmosfera particolare, che bene si combina con la raffinatezza dei tratti del volto di Valeria. Così seguendo questa intuizione, gli scatti diventano quasi meditativi, intensi, intimi, con il valore aggiunto dare allo sfondo nella foto uno dei suoi colori immagine, il giallo/arancione, che oltretutto enfatizza per contrasto il suo colore istituzionale (e presente nel suo sito) rappresentato dal make-up, il malva.

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In studio optiamo per semplicità e dinamismo. Valori che in qualche maniera la rappresentano come persona. Usiamo alcuni dei suoi strumenti di lavoro per creare il set, e poi lavoriamo sul dinamismo dello sfondo, della sua posizione e dello scatto, per creare un’immagine più di impatto empatico verso chi guarda e meno intima, rispetto a quelle fatte a casa.

Questa la testimonianza post scatti di Valeria: “Non amo farmi fotografare per una semplice e banalissima ragione: la maggior parte delle volte non mi riconosco nella foto scattata, non vedo me stessa, quella stessa persona i cui occhi mi fissano allo specchio al mattino o alla sera. Con gli anni ho capito che ci sono poche persone (due) nel mio entourage che sanno invece cogliere la mia personalità, la mia essenza in uno scatto: il mio compagno ed il mio migliore amico; probabilmente perché mi conoscono bene, sanno chi sono e come sono e di conseguenza scattano solo quando loro stessi vedono nella foto la persona che conoscono. Marco è riuscito nello stesso difficilissimo compito: nelle sue foto è come se mi vedessi allo specchio, mi riconosco. Parlano di me. Ma a differenza delle foto amatoriali a cui ero abituata, Marco con la sua sensibilità congiunta alla sua professionalità e alla sua tecnica ha saputo cogliere il meglio di me,nelle sue foto sono io: io nei giorni migliori, io nei momenti più belli. Marco ha tradotto in fotografia il mio credo: ha rivelato in immagine la migliore versione di me“.