Quando proposi la serata alle ragazze di Civita Tre Venezie / Tre Oci, non avrei mai pensato che alla fine ce l’avremmo fatta. Portare alcuni dei miei studenti ad una visita della mostra “Storie di un Fotografo” direttamente guidati in esclusiva dallo stesso Maestro, Gianni Berengo Gardin, mi pareva una probabilità così remota. Ed invece Silvia e Irene ce l’hanno fatta… e una ventina di noi, è riuscita a godere di questo incredibile privilegio.

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Un’ora e mezza incantati dalle storie, dai commenti, semplici, pacati, ma pieni di passione, quella vera… di un fotografo di altri tempi. Di un fotografo che non ha paura di mettersi in gioco, di dire quello che pensa, e di ammettere che nel nostro mestiere anche la componente “fortuna” alle volte ci dà una spinta in più…

Per chi mi conosce, sa che non credo nella fortuna, ma credo nella capacità di crearsi situazioni e opportunità, nell’istinto, nell’esperienza che ci porta a inconsciamente a sapere che in quel momento, in quel posto, le possibilità che qualcosa di interessante e fotografabile possa accadere sono alte. Forse, sarà la razionalizzazione di qualcosa che non comprendiamo, ma sono convinto che più noi siamo in grado di capire la nostra strada, la nostra “missione” e più sarà facile per noi individuare queste situazioni di “particolare allineamento astrale”.

Questa esperienza o meglio questa speciale capacità (o talento) ci aiuta ad aumentare quindi le possibilità di trovarci di fronte al “momento” da non lasciarsi sfuggire…

In questo Gianni Berengo Gardin, è davvero espertissimo. In ogni foto, ci raccontava, c’era un qualcosa di fortuito che aveva reso la foto unica, irripetibile ed indimenticabile… ma in realtà, il suo occhio, il suo grandissimo talento erano la componente principale di quel successo. La rigorosa costruzione, la sua insaziabile curiosità, la sua “spavalderia” nello scattare sempre anche quando un poliziotto era pronto a manganellarlo, e la capacità di raccontare attraverso una alle volte anche semplice (solo in apparenza) immagine… è quello che fanno di questo fotografo, e di questa mostra qualcosa di speciale.

La storia di 50 anni di fotografia. Bellissima mostra, impreziosita per noi dal personale e intimo racconto dell’autore… attraverso le cui parole, le persone ritratte prendevano vita, le diverse scene si animavano di suoni, chiacchiere, rumori… e il passato diventava realtà. Così l’illusione fotografica alle volte veniva svelata, e alle volte diventava ancora più suggestiva… e misteriosa.

Ringrazio quindi tutti i partecipanti, ma soprattutto Silvia e Irene, che hanno reso questo evento, non solo possibile, ma anche unico ed esclusivo.

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