E’ passato oramai più di un mese da quando, assieme a 3 compagni d’avventura, sono tornato dalla passeggiata più lunga della mia vita. Ho percorso la Via Francigena a piedi, da San Miniato a Roma, in 15 giorni. Ognuno di noi aveva motivazioni diverse. La mia: cercare di trovare una dimensione diversa al mio modo di vedere il mondo e di fotografarlo. L’avventura l’abbiamo raccontata strada facendo in un blog (zainidimegapixel.com) che spero possa continuare a portare le nostre storie di viaggiatori “diversamente comodi”.

Acquapendente

Acquapendente

Finalmente sono finora solo riuscito a preparare un’ampia selezione (355!!!! Troppe) delle foto scattate durante il viaggio. Non è stato facile, perché come sempre l’emozione non ci rende bravi editor, e penso che nemmeno ora dopo che di quasi 2.000 foto ne ho selezionate temporaneamente 350 circa, ancora l’emozione e il ricordo abbiano vinto contro il razionale. Dovrò impegnarmi ulteriormente per raggiungere una numero decente…

Tra San Gimignano e Monteriggioni

Tra San Gimignano e Monteriggioni

Ma questa non vuole essere la storia della selezione, ma piuttosto la testimonianza di un’esperienza, in cui la fotografia è stata la mia vita in maniera pervasiva e estensiva per 15 giorni, nonostante la fatica, il caldo, il dolore e il sudore. La mente, sempre pensava alle foto, allo scatto, a quello successivo, i sensi sempre attenti a cogliere ciò che cuore, cervello e fotocamera poi potevano trasformare in un’immagine da portare a casa.

Val D'Orcia

Val D’Orcia

Non sono partito con un progetto, e qui pecco… non sono un bravo fotoreporter, anzi direi, non sono un fotoreporter… ma come potevo pensare ad un progetto se non conoscevo i luoghi che avrei attraversato? Alla base della progettualità, sta la ricerca e semmai poi l’esplorazione, quindi mancando la possibilità di una ricerca e di un’esplorazione adeguata prima del viaggio, sono partito con l’idea di capire e capirmi. Capire la mia fotografia rispetto ad un viaggio come questo in che direzione va, è stata la premessa.  Le foto poi sono evolute man mano, lungo il viaggio. Quando piano piano temi di vario tipo iniziavano a essere presenti tra le foto che stavo facendo. I paesaggi, le geometrie degli stessi, gli alberi, il filo spinato, le biciclette, i sottoportici, le persone, noi 4… il lavoro ora è raccogliere questi, temi, cercare quali hanno forza nelle immagini, e come svilupparli. Non sarò mai contento della mia fotografia… ma d’altra parte, meglio mai sentirsi arrivati no?

DSCF0690

La Terra del Brunello

Inoltre non potevo non pensare alla didattica, ai corsi e al mio pensiero e la mia visione profonda di fotografia, e quindi il viaggio è stato anche motivo di sperimentare, di capire tutto quello che in termini di narrativa dell’immagine e di composizione mi sta girando in testa in questo periodo, e che per chi frequenterà i miei prossimi corsi sentirà anche dal vivo della mia voce. Considerazioni, più o meno profonde, seghe mentali, modalità di trovare l’ispirazione e la creatività, tutto meno crucci tecnici… non ce n’era tempo. Per il 99% del tempo la mia macchina ha lavorato in priorità d’apertura, e ho scattato quasi sempre solo jpg, soprattutto forte del fatto che la simulazione di pellicola della mia Fujifilm X-T1, mi garantiva un’ottima qualità sia negli scatti a colori, sia in quelli in bianco e nero.

Vetralla

Vetralla

Gran parte della fatica del viaggio poi derivava dal fatto che con me avevo 5 ottiche, XF14 F2.8, XF23 F1.4, XF35 F1.4, XF56 F1.2 e l’XF55-200. Un penso che avrei potuto evitarmi, ma che per ragioni stilistiche e didattiche ho voluto sopportare nel viaggio. La comprensione del linguaggio delle varie lunghezze focali è diventato lungo il viaggio, un tema importante. La comprensione di come diversamente una lente racconta lo stesso evento, luogo o persona ha reso il viaggio una delle esperienza fotografiche più importanti della mia vita. La coscienza che ho acquisito di certi strumenti che prima usavo con molto meno controllo, ha aperto mondi nuovi, modi di vedere e ragionare diversi. Sperimentare ritratti con grandangolo, paesaggi con il tele spinto fino a 200, usare per un giorno intero la stessa lunghezza focale, sfruttarla fino all’ultima possibilità… mi sono divertito e il tempo è volato via. Aspetto con ansia di farne altri, per far fare alla mia fotografia un ulteriore passo avanti.

Roma

Roma

Non si smette mai di imparare. Grazie Harry per avermelo insegnato!