L’illetterato del futuro sarà colui che non conosca
l’uso della macchina fotografica come quello della penna
Moholy-Nagy

Nell’ambito del workshop sul linguaggio visuale e fotografico che si terrà a Treviso il 28 e 29 Marzo, ci sarà un intervento di un carissimo amico, esimio psicologo: Dott. Giacomo Coppola.

Sono fiero di averlo come ospite, poiché mi aiuterà a far comprendere quanto sia importante la conoscenza del linguaggio delle immagini per un fotografo. Riporto qui un estratto dell’intervento che Giacomo farà e trovo utile per far capire l’argomento trattato.

In una cultura ed una società che hanno sempre più bisogno di comunicare , di re-imparare a costruire un dialogo, la fotografia sembra lo strumento più adatto a raggiungere l’obiettivo, per potenziale comunicativo, capacità congenita di moltiplicarsi, immediatezza, possibilità di diffusione.
In questo senso la fotografia è prima di tutto LINGUAGGIO, prima ancora che arte o tecnica.
In quanto linguaggio, ha regole grammaticali e sintattiche che la differenziano dagli altri media espressivi.

Come si strutturano il linguaggio fotografico e la sua sintassi?
Fondamentalmente per “RIPETIZIONE DI MODULI ESPRESSIVI” (e naturalmente dei loro riferimenti iconici).
Attraverso quale elemento si esprime il LINGUAGGIO FOTOGRAFICO?

Essenzialmente attraverso la SCELTA!

La scelta che il fotografo compie nella realtà, la scelta dell’angolo di reale. Una scelta che porterà in sé condizionamenti legati ad ideologie e culture.

Fotografare significa innanzitutto SCEGLIERE e VEDERE (non solo guardare)!
Il fotografo SCEGLIE secondo “soggettive angolazioni prospettiche”, decide di occupare una determinata posizione nello spazio per attendere la foto, sceglie la sua posizione rispetto all’immagine (personale posizione ideologica ed intellettuale e non solo topologica).
Ecco perché la fotografia è prima di tutto “intima” e “sintetica” (mentre la parola è analitica).

Questo potente canale di comunicazione con quali dei nostri livelli entra in contatto in maniera più diretta ed efficace?
Con tutti quei livelli con cui abbiamo “meno confidenza”, che conosciamo meno, che temiamo di più e che, se stimolati, ci fanno sentire disorientamento e piacere insieme, rischio e gioia contemporaneamente, voglia di allontanarsi e incapacità di farne a meno nello stesso istante!
Null’altro che questa è la magia e la forza delle immagini! – Dott. Giacomo Coppola