Il filologo, filosofo e poeta

In un momento della mia vita in cui il medioevo, in particolare quello germanico, era diventato molto più di una semplice passione, un momento in cui musica e Edda Poetica si intrecciavano indissolubilmente, in cui la lettura de I Miti Nordici di Gianna Chiesa Isnardi segnava il passo della mia vita, in cui i miei migliori amici erano Geoffrey Chaucer, William Langland e Gower, e in cui recitavo il Padre Nostro in lingue ai più sconosciute… (“Atta unsar thu in himinam…”) la mia strada si incrocia con il Prof. Meli, quello di Filologia Germanica II, quello toscano, che parla quasi come Dante… Il corso monografico quell’anno era proprio sull’Edda Poetica e sull’antico nordico, il norreno, la lingua dei Vichinghi… quella in cui miti nordici e saghe islandesi sono scritti… Fu amore a prima vista. Fu amore profondo per una materia già molto amata, fu sopratutto amore profondo per un modo di avvicinarsi alla lingua antica, e soprattutto ai testi antichi che mi segnò indelebilmente. Fu amore per un insegnante che aveva coinvolto la mia anima non solo con la sua passione per la letteratura medievale e antica, per la ricerca e la traduzione, ma soprattutto per il grande valore che egli dava alla cultura. Fu lui poi ad indirizzarmi all’Associazione Italiana Filologia Germanica e all’International Society of Anglo-Saxonists che diventarono per molti anni parte importante della mia vita.

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Eccomi quindi, 20 anni dopo… fa quasi paura dirlo, 20 anni dopo… wow… a fotografarlo, nel suo ufficio di Palazzo Borgherini a Padova, sede del dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova. Una persona speciale che scrive componimenti in Sanscrito, che traduce dalle lingue più incredibili, che cita filosofi greci a memoria in Greco Antico… insomma molto più che speciale, una persona preziosa, che ha molto da dare ad ogni futura generazione di giovani, e non.

Grazie Marcello!

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Allora disse Gangleri: «[…] Ma perché gli Asi non uccisero il lupo dal momento che si aspettano da lui tutto il male?»
Hár risponde: «Gli dèi tengono in tal conto i loro luoghi sacri e quelli consacrati alla pace che non vollero macchiarli con il sangue del lupo, sebbene, a quanto dicono le profezie, sarà lui l’uccisore di Ódhinn» (Edda Poetica – Snorri Sturluson)

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