Ripresa zenitale e scatti multipli, fotocomposizione

Come combinare caratteristiche importanti di flash Elinchrom e di Fujifim X-T1, in uno scatto creativo e narrativo allo stesso tempo.

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L’idea dietro il ritratto di Michele Bonivento, musicista e produttore, nasce da un primo incontro che ebbi con lui, in preparazione alla serie di scatti che gli avrei dovuto fare di lì a poco. Nel suo raccontarsi e nel descrivermi il suo lavoro e i valori che voleva comunicare, stravaganza, grinta, e soprattutto la sua multidisciplnarietà, mi venne in mente un’sposizione multipla a flash in modalità strobo vista poco prima e realizzata da Joe McNally. Questo si combinava con il mio desiderio di provare a fare una ripresa di tipo zenitale (ovvero dall’alto e in verticale) che stavo sperimentando molto al tempo, e che trovavo molto efficace in questa situazione, proprio perché le tastiere potevano diventare co-protagoniste interessanti nella fotografia.

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Espongo il progetto, e a Michele piace subito. Sarà la prima fotografia a cui lavoreremo.

Hammond più due sintetizzatori, un Leslie e un’altra cassa, saranno la cornice. Michele sarà in posa all’interno di questo cubo, plastico e dinamica con sguardo verso la fotocamera piazzata sopra di lui e fissata ad un Avenger (by Manfrotto) C-Stand in acciaio. La leggerezza della Fujifilm X-T1 e la possibilità di pilotarla dall’iPhone attraverso la sua app, sono vincenti in questo caso, perché mi hanno permesso di non toccare la fotocamera, e quindi di non far vibrare il C-Stand, e contemporaneamente di vedere inquadratura, di vedere preview degli scatti, e soprattutto di modificare i parametri di scatto. Decidiamo di fare più scatti, e di farli con mani in posizioni diverse, in maniera da poterli combinare, così come il multiscatto di Joe. Rispetto alla tecnica di Joe, lo preferisco in questo caso, perché per ogni posizione (gestita in livelli separati a Photoshop) avrei potuto poi avere controllo di opacità e posizione.

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Quindi posizioniamo gli strumenti e inizio ad illuminare con i miei flash Elinchrom:
ELC 1000 con MaxiSpot Reflector come luce principale sul viso del soggetto.
ELC 500 con Strip 130X50 senza diffusione per illuminare di fronte le tastiere.
ELC 500 con SoftBox 110×90 con diffusore a griglia per illuminare le tastirere da dietro il soggetto.
Quadra con Snoot e griglia sotto per fare una specie di Backlight sul soggetto.

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L’illuminazione così fatta, mi ha permesso di avere luci abbastanza dure, “rock” sul soggetto, e controllo delle luci  sulle tastiere e sulle braccia. Le due luci incrociate mi permettono di disegnare le braccia in maniera efficace, e di dare abbastanza luce alle tastiere in modo da rendere i tasti bianchi e neri una cornice coerente ed omogenea. Inoltre, lo strip dà quel poco di luce per far capire che ai due angoli superiori ci sono il Leslie e la cassa di traverso, a 45°, che spezzano la regolarità delle tre tastiere.

Anche la scelta del gilet di pelle, è stata fatta per poter permettere alla luce di disegnare adeguatamente il movimento e la posa. Dopo aver segnato adeguatamente la posizione, e aver provato un po’ di volte le varie posizioni delle mani, abbiamo eseguito gli scatti. La potenza dei flash, mi ha permesso di poter annullare la luce ambiente, che come si può vedere dai backstage, era comunque presente, in quanto le finestre/abbaino del tetto facevano entrare la luce diretta del sole.

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I vari scatti poi sono stati montati su livelli a Photoshop, mascherati adeguatamente e messi con opacità variata per risultare semitrasparenti.

Il risultato, dopo un passaggio su Lightroom per dare lo stile grunge alla foto, è quello che vedete qui sotto.

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Grazie a tutti i miei sponsor: Fufjifim, Apromastore, Elinchrom e Manfrotto.