Illuminare molte persone nella stessa foto

Può capitare di dover fotografare gruppi di persone in situazioni complesse. Quando hai dalle 12 persone in più, diventa complesso illuminarle, perché anche avendo tanti punti luce, alla fine il rischio può essere che tra di loro interferiscano non facendoci ottenere un risultato ottimale. Come fare, allora? Ecco una tecnica abbastanza semplice che ho usato per un bel lavoro lo scorso Ottobre.

AGB - Calendario 2017

Come ogni anno, sono stato onorato anche nel 2016 di poter scattare il calendario di una bellissima azienda vicentina, leader del suo settore: AGB, produttrice di ferramenta da infisso. Al contrario di quello che si può pensare, il calendario è sempre stato un progetto raffinato, e volto a comunicare i valori aziendali attraverso delle immagini d’impatto, ma delicate e che colgono aspetti della vita quotidiana a cui si lega il loro prodotto. Bimbi e famiglia, infatti, nelle ultime due edizioni sono stati i temi principali… ma quest’anno ricorreva il settantesimo dalla fondazione.

E l’azienda ha deciso di metterci la faccia. Eh, sì. Il calendario quest’anno avrebbe raffigurato tutta l’azienda nella sua anima più profonda, ovvero i suoi dipendenti. E così, reparto per reparto,  ho dovuto fotografare gruppi anche di qualche decina di persone.

In queste situazioni, non sempre si ha la fortuna di fotografare in luoghi in cui la luce ambiente è favorevole. Non solo, ma alle volte il progetto prevede una sfida, qualcosa che ti mette alla prova, e così lo sono state un paio di fotografie scattate per questo lavoro. Le persone dovevano essere raffigurate in maniera tale, e in luogo tale per cui la luce ambiente non avrebbe aiutato per nulla. Anzi… avrebbe evidenziato dettagli del luogo che non avrebbero dovuto essere visti. Per cui l’uso del flash diventava necessario. Tuttavia non dispongo di luci così grandi e numerose da poter illuminare ambienti grandi e nella maniera in cui il brief di comunicazione richiedeva. Così… ci si ingegna.

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Ed ecco… lo spunto datomi dal mio prezioso sponsor fornitore di luce… “Illuminali uno alla volta o a gruppi”. E così fu che entrai nel “magico” mondo delle foto composite, di cui uno dei miei amici e maestri è un grande esecutore: Drew Gardner. Ricordo quando mi mostrò come aveva costruito una campagna per L’Oréal (se non sbaglio) e così facendo mente locale su quello, inizio a studiare i due scatti.

La tecnica quindi consiste nel:
1) Immaginare e costruire lo scatto come la somma di tanti scatti;
2) Usare un treppiedi e fotocamere ferma per tutta la sessione;
3) Valutare bene tutte le sovrapposizioni, e quindi poi il lavoro di post produzione;
4) Cercare di dare alla luce una personalità forte, ma non eccessivamente innaturale;
5) Valutare bene come nei vari gruppi scattati singolarmente la luce e le ombre cadranno;
6) Scattare

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Il risultato iniziale sarà una serie di foto che poi dovrete post produrre e comporre tutte in uno stesso scatto. Per cui fondamentale oltre il fatto che la fotocamera sia fissa, sarà anche che l’esposizione sia sempre uguale, e che la luce controllata che userete (ovvero i flash) sia coerente di scatto in scatto. Quello che alla fine otterrete vi sorprenderà. Se poi come in una delle foto si aggiunge anche un pavimento riflettente… ne sarete ancora più soddisfatti.

La composizione di fatto poi sarà abbastanza semplice, se le valutazioni fatte risultano corrette. Basterà usare Photoshop e le sue maschere per piano piano, alla foto base, aggiungere tutti i pezzettini illuminati delle altre foto.