Sabato mi sono trovato nella bellissima residenza dell’amico Stefano Curto, sui bellissimi colli Valdobbiadenesi, famosi per essere zona di produzione di Prosecco e Cartizze, squisiti vini bianchi e frizzanti… Stefano è un artista poliedrico: pittore, musicista rock e soprattutto autore di splendide installazioni fatte con migliaia e migliaia di gemme colorate e riflettenti. Come per il mio mestiere, così per la sua arte la luce è amica fedele e importantissima. Infatti, a seconda di come la luce colpisce le sue opere, l’opera stessa reagisce diversamente spesso offrendo diverse immagini e diversi messaggi. Vi invito ad andare a vedere il suo sito per capire meglio di cosa si tratta: www.stefanocurto.com.

Stefano Curto ritratto nel suo atilier di Valdobbiadene - Canon EOS 5D MKIII

Stefano Curto ritratto nel suo atilier di Valdobbiadene – Canon EOS 5D MKIII

Non era la prima volta, che visitavo la sua splendida casa, arredata e decorata con grandissimo gusto, come solo un artista sa fare, e già le prime volte mi ero ripromesso di usare quello splendido set per ritrarre Stefano, per cercare di portare in immagine il connubio fra lui, la sua personalità e la sua creatività. Stefano ha raccolto nella sua dimora oggetti di tutti i tipi portati dai suoi innumerevoli viaggi nelle parti più impensabili del mondo: Laos, India, USA, Giappone, Indonesia… e dal vicino Comelico.  Nei miei pensieri, il suo ritratto voleva essere, qualcosa che a Stefano potesse essere utile. Volevo fare un ritratto che fosse iconico delle sue opere e che mostrasse la sua arte. Essendo le opere molto grandi di dimensione, risultava molto difficile mettere Stefano e una sua opera nell’inquadratura, senza risultare nello sminuire  l’opera (non riuscendola a mostrala tutta) o Stefano, rendendolo solo una piccola parte dell’immagine.

Ecco la stessa foto, ma a cui ho aggiunto il mio gusto personale attraverso una post-produzione più spinta.

Ecco la stessa foto, ma a cui ho aggiunto il mio gusto personale attraverso una post-produzione più spinta.

Il suo atelier, tuttavia, appena mi vi sono immerso, mi è sembrato perfetto… la perfetta definizione del “Suo Regno”. Ed ecco che piano piano l’immagine finale mi si creava in mente… usando una splendida sedia di design, parte dell’arredamento dell’atelier stesso, e mettendola al centro dell’atelier, potevo utilizzare le sue opere come quinte e cornice per il suo ritratto. La sedia poi bianca e rossa ricordava molto la regalità, che poi faceva splendido contrasto con il suo modo molto casual di vestire. Il bianco dei muri e delle pareti poi facevano il resto. Ho provato varie situazioni, con luce naturale e due Speedlight. Ancora non so quale sarà la foto preferita da Stefano, ma quella che trovate qui, è quella che personalmente preferisco.

Il tutto scattando provando la nuova Canon EOS 5D MKIII, che ho trovato meravigliosa. Backstage un po’ più tecnico… nei prossimi post, compreso quello della session fatta anche con la Fujifilm X100!